Farid

Farid, un bimbo di sei anni che frequentava la Scuola Francese di Gerusalemme, è stato schiacciato contro un muro da una macchina che ha perso il controllo. Non è giusto morire così.

Questo scricciolo che era stato ritratto con i baffi dipinti per il carnevale, lo scorso anno in questo giorno, a quest’ora, stava camminando con la sua sorellina e il suo papà per raggiungere la scuola francese, nella quale frequentava la prima elementare, quando un’auto, tamponata da dietro, ha perso il controllo ed è finita sul marciapiede schiacciandolo contro il muro. Farid è morto sul colpo. Aveva sei anni. La sorellina di quattro anni è rimasta gravemente ferita, ma ce l’ha fatta.

Noi genitori e studenti della scuola francese, situata in una delle strade più transitate di Gerusalemme, Rue des Prophètes o Hanevim, ci siamo da subito mobilitati per richiedere – cosa che del resto avveniva già da tempo – che fossero aumentate le misure di sicurezza in questa trafficata via, sulla quale, peraltro, oggigiorno transita un numero elevatissimo di bus, perchè l’adiacente Jaffa Street, ampia, lunga, ariosa, è stata chiusa al traffico per far passare il mostro d’acciaio, il nuovissimo tram che taglia in due la città e la cui installazione è stata frutto di aspre polemiche. Ma questa è un’altra storia.

Immediatamente dopo la morte di Farid un comitato di genitori, capeggiato da un caparbio e coraggiosissimo papà britannico, si è organizzato per protestare con la municipalità ed esigere che venissero introdotte le misure di sicurezza da tempo richieste. Ci sono state manifestazioni a cui hanno partecipato anche gli studenti, incontri con il sindaco, con la polizia, sit-in e partecipazione ad eventi pubblici. Niente.

Hanevim è una strada martoriata da nuove costruzioni – le implacabili ruspe del profitto hanno fatto tabula rasa di vecchie case, hanno aperto spazi, scavato, spianato, violentato, e ci sono ben tre nuovi palazzi – enormi, ingombranti, assolutamente fuori tono con l’atmosfera della strada, che presto saranno pronti per vendere e affittare i loro appartamenti di lusso, e a congestionare ulteriormente la zona. L’unico parcheggio che esiste ha una capacità massima di 50 macchine. Ce ne sono poi due privati, carissimi, e qualche posto si trova anche (se si è fortunati) addentrandosi nel quartiere ultraortodosso di Mea Sharim, certamente non il luogo più ospitale di Gerusalemme (a parte le sporadiche sassate, può capitare di ritrovare la macchina imbrattata di ogni sorta di rifiuti). La polizia, che potrebbe (si presume) essere impiegata per aiutare la gente ad attraversare la strada o a calmare quelli che ancora non hanno capito che correre a 70 all’ora sull’Hanevim rappresenta un pericolo mortale, passa il suo tempo a dare multe a chi parcheggia in maniera irregolare. Per i genitori della scuola francese la situazione è diventata incandescente. Se non si possiede una targa diplomatica (nel qual caso si può parcheggiare la macchina anche in mezzo alla strada e non succede niente), è praticamente impossibile abbandonare il veicolo per andare a prendere i propri figli all’interno della scuola. Ed è sconvolgente vedere che tutto quello che la municipalità riesce a fare di fronte a questa situazione è di aumentare il ritmo delle multe!

Abbiamo richiesto che mettessero un vigile al momento dell’entrata e dell’uscita degli studenti, che aiutasse a regolare il traffico – niet (ci ha pensato la scuola, a mettere una sorvegliante col giubbino giallo fluorescente). Abbiamo richiesto che collocassero delle gobbe di velocità per obbligare le macchine a rallentare in prossimità della scuola – niet. Abbiamo richiesto un semaforo pedonale – niet. Tutto quello che abbiamo ottenuto è stato che ridipingessero le strisce pedonali e installassero queste comode protezioni (notare il ragazzetto che cammina beatamente al di fuori):

Questo è il punto in cui è morto Farid:

A distanza di un anno, quello che resta del modesto memoriale che si era installato (con la sua foto, candele, messaggi di solidarietà ai genitori e di protesta verso la municipalità) è questo:

Oggi tutta la scuola francese osserverà un minuto di silenzio in memoria di Farid. Tutti i genitori si stringono intorno alla mamma e al papà di Farid, alla sua sorellina. E in questa triste giornata non so se mi colpisce di più il dolore nel pensare a questa incolmabile perdita o l’indifferenza con la quale Hanevim oggi, come sempre, saluta questo giorno.

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