Ciao Mick

Mick Deane, il marito della mia cara amica Daniela, è stato ucciso ieri al Cairo. Era un cameraman per Sky News.

L’avevo incontrato a Gerusalemme, dove viveva con la moglie, anche se la maggior parte del tempo lo passava in viaggio, filmando. Non ho avuto l’occasione di vederlo molto, ma oggi sono contenta anche per quei pochi scambi che abbiamo avuto, a qualche cena o festa. L’ultima volta che l’ho visto, stava uscendo dalla sua macchina con le borse della spesa – io avevo riaccompagnato Daniela da un lavoro volontario che stavamo facendo insieme in Città Vecchia, e lui ci ha sorriso con quella calma e dolcezza che lo contraddistingueva. Era contento di passare un paio di giorni a casa tra un giro e l’altro fuori da Gerusalemme.

Quando questa mattina ho avuto la notizia, mi sono subito ricordata delle lunghe chiacchierate che avevamo io e Daniela a Gerusalemme. Soprattutto in quest’ultimo periodo, eravamo spesso insieme. Lei è italiana, nata a Napoli e cresciuta negli Stati Uniti. Come me, ha due figli maschi, cresciuti in culture diverse. Parlavamo un sacco delle nostre vite all’estero, della vita professionale, del seguire i nostri mariti in giro per il mondo, del crescere dei figli nomadi. Mick sarebbe andato in pensione il prossimo anno, e a Daniela piaceva parlare dei suoi sentimenti di fronte al cambiamento che l’aspettava: si sarebbero installati in Italia, nella bella casa che hanno costruito sul Lago di Bracciano. Mick si sarebbe finalmente riposato, dopo una vita intera spesa in zone a rischio. Era a Gaza durante il massacro Pillar of Defense (così chiamato dal governo israeliano) nel novembre del 2012. L’edificio in cui dormiva era stato bombardato durante la notte, e lui si era salvato perchè dormiva sul pavimento in bagno.

Sto cercando di controllare il dolore che mi invade. Mi girano in testa un sacco di cose che non riesco a esprimere. Penso a quanto sia stata forte Daniela ad accompagnare il suo coraggioso uomo nelle situazioni più rischiose. Di quanto sia beffarda la vita: quando pensi di poterti finalmente fermare e rilassare, arriva la botta. Di come diventi sempre più difficile dare un senso a tutto questo. Ma penso soprattutto che Mick è morto portandoci notizie, e un sacco di altri giornalisti e cameramen hanno perso la loro vita per questo. Alle loro famiglie vanno la mia profonda ammirazione e il mio amore. RIP Mick. Ci mancherai a Gerusalemme, e nel mondo.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. pfornari ha detto:

    Claudia this is such sad news. Journalists and photographers are often incredibly brave people, who risk their lives so that the rest of us can know the truth. I am thinking of Daniela and he children. Your friendship will be incredibly important to her in the coming days.

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