La vecchiaia

Mia madre ha avuto un malore mentre ero a Parigi, e mi ha provocato queste riflessioni sulla vecchiaia.

Sono tornata ieri notte, dopo quattro giorni a Parigi e due a Milano. Due giorni prima di andare a Milano, mentre aiutavo mio figlio a svuotare il suo appartamento parigino, mio fratello mi ha chiamato per dirmi che mia madre era stata ricoverata in ospedale.

Era svenuta e aveva vomitato mentre si stava asciugando i capelli a casa, e nonostante fosse ancora in uno stato molto fragile, era stata dimessa e rimandata a casa alla fine della giornata. Come potete immaginare, non ho dormito tutta la notte, e mi sono sentita molto sollevata quando sono arrivata a Milano il giorno dopo, e ho potuto passare un po’ di tempo con lei.

Stavamo pranzando quando è suonato il campanello. Era il suo vicino, un uomo di 85 anni, con un mazzo di fiori freschi per lei. Gli ho fatto strada in cucina, dove mia madre stava mangiando, e quando è entrato ho visto che entrambi erano molto commossi – lei per il bel gesto, e lui nel vederla seduta, mangiando, e decisamente in condizioni di recupero. Gli ho detto che portarle dei fiori era un pensiero molto gentile, e lui mi ha detto le vogliamo bene, sa?

A quel punto è toccato a me dover trattenere le lacrime. In quel gesto, nella corrente d’amore, solidarietà, rispetto e cura che legava queste due anziane persone, ho sentito un sacco d’emozione, e qualcosa che mi ha fatto pensare che la vecchiaia dev’essere solo un’altra fase affascinante delle nostre vite, e nonostante quello che molti vogliono farci credere, che vale la pena di essere vissuta.

So che vale la pena perchè lo vedo attraverso mia madre. Ha 83 anni e cammina a malapena. Ha frequenti incidenti cerebro-vascolari che pesano sulla sua memoria corta. Le sue dita sono insensibili, e quando suona il piano non riesce a sentire i tasti. Si stanca facilmente e fa fatica a vestirsi, svestirsi, alzarsi, sedersi e salire le scale. La vita dev’essere molto dura quando invecchi e il tuo corpo e la tua mente ti tradiscono. Bisogna resistere e lottare, sapendo che ogni giorno in più accorcia il tuo tempo su questa terra.

Eppure, quando ho visto il suo vicino entrare con i fiori e quando, più tardi, ho parlato al telefono con i suoi amici che chiamavano per sapere come stava, ho capito che ha ancora tante ragioni per alzarsi al mattino. Ho pensato che non c’è amicizia o espressione d’amore più pura di quella che viene dagli anziani. E’ probabilmente alla fine della vita che il vero significato dell’amicizia e della solidarietà si rivela in tutta la sua importanza. E questo è qualcosa di magico di per sè. E credo anche che come tutte le lotte, questa, cioè il dover lottare per non soccombere alla disperazione del vedere il tuo corpo che perde vita ogni giorno, abbia un potere unificante che da solo aiuta a passare gli ultimi anni di vita in modo significativo.

03-quattro arzilli vecchiettiIl nostro mondo fa schifo. Abbiamo l’idea che la felicità viene solo dalla giovinezza, dal potere e dall’indipendenza. Quindi gli anziani dovrebbero essere tutti tristi e rassegnati, e non godersi più la vita. Ma come possono sopportare il dolore fisico e il decadimento mentale, se non trovano felicità nelle loro vite di ogni giorno? Può sembrare strano, ma anche i vecchini si godono la vita. Se la godono attraverso la solidarietà che li unisce, attraverso i piccoli gesti di amicizia e con una miriade di altre cose che non mi importa nemmeno di sapere. E sono belli. Chi se ne importa se la pelle non è più elastica, se le vene sono in rilievo in tutto il corpo, i capelli grigi e i denti consumati – la bellezza è proprio lì, è nella ricchezza della vita, dell’esperienza, nella resistenza. E nell’essere l’espressione di ciò che dà senso alla vita – l’amore e il supporto.

Quindi, oltre a sessioni regolari di Watsu e a un badante cubano, ho deciso che voglio passare gli ultimi anni della mia vita in una casa con i miei migliori amici, tutti vecchi e felici dopo una vita spesa bene. Ah, la casa dovrebbe essere a Londra 🙂

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