Vita reale e vita virtuale

La gente sembra sempre più preoccupata del solco tra vita reale e vita virtuale. Io francamente mi sento molto tranquilla, e qui vi spiego perchè.

Spesso mi sento dire che sono sempre incollata al mio computer, e quest’affermazione contiene l’idea implicita che non vivo abbastanza vita reale. Rispondo sempre che la maggior parte della mia vita passa attraverso l’allegra macchina: gestisco un grande sito web che nel corso del tempo ha aiutato centinaia di donne; scrivo con passione sul mio blog; lavoro principalmente con Skype e con piattaforme online: sono in contatto via internet con i miei figli, marito, la famiglia, gli amici e i conoscenti; vivo una vita molto mobile, che mi porta ad aver bisogno sempre di più di informazioni e di usare i servizi in rete. Come potrei mai limitare il tempo che passo al computer, ma soprattutto, perchè?

Credetemi se vi dico che finora non ho mai rinunciato a nulla perchè volevo stare al computer. Al contrario: stando a casa e connessa, ho seguito le mie passioni, i miei valori e affinato i miei talenti. Certo, quando il mio corso online è in pieno swing ho un sacco di sessioni di coaching da dare, e spesso mi tocca rifiutare inviti di amici. Ma non succede lo stesso per tutti i lavori? Se una persona lavora in un ufficio, un negozio o in un ospedale, nessuno si lamenterà mai se non può unirsi a un’occasione festiva.

vita virtualeInoltre, si ha questa idea buffa che passare un sacco di tempo al computer ci rende persone solitarie e ci priva del giusto grado di socievolezza. Mi piacerebbe invitarvi a sedervi di fianco a me mentre sono al computer un giorno, e vedere quello che succede. Tra Skype con amici e colleghi virtualmente in tutto il mondo, mail con scambi profondi e intelligenti, sessioni di coaching (con la webcam) e classi online, alla fine della giornata potete star sicuri che ho parlato almeno in quattro lingue diverse e penetrato una serie di vite e di situazioni alle quali non avrei mai avuto accesso se avessi trascorso la giornata fuori casa.

Con questo non sto assolutamente dicendo che dovremmo vivere le nostre vite attraverso gli schermi. Ci sono gli abbracci, i baci, i profumi, le temperature, i fiori e i falafel che devono essere provati per rendere la vita degna di essere vissuta. Ma fissarsi sull’idea preconfezionata che passare un sacco di tempo al computer è sbagliato, mi sembra un po’ limitante.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. pfornari ha detto:

    Claudia, I identify with what you are saying…I too, spend hours at the computer (and occasionally feel guilty about it…or frustrated, when it doesn’t work smoothly!), but I believe that most of the time I spend (most, not all, please note – though even Scrabble is supposed to be good for the synapses) is useful, and socially rewarding. Sometimes I think I might need to go into rehab…but it’s OK, I’m not addicted…I can manage a few days without my Mac without suffering withdrawal symptoms!

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