Gaza

Ancora pensieri, e tanta rabbia, su quello che sta succendo a Gaza in questi giorni.

Il muro di un’amica a Gerusalemme oggi mostrava un appello preoccupato: “sirene…tutti ok?”. L’ultima volta che l’aveva fatto, ero anch’io sulla lista dei destinatari del messaggio, perchè vivevo ancora là. Oggi seguo gli eventi dall’Italia, ma la mia angoscia e frustrazione sono gli stessi.

Non sono mai stata molto brava a discutere, e finora mi sono trattenuta dal parlare apertamente di quello che sta succedendo in quel pezzo di terra che ho appena lasciato. Lo faccio ora perchè parlarne è l’unico modo di sfogarmi e mostrare solidarietà a un popolo che da anni è vittima di una sordida ingiustizia, sotto lo sguardo indifferente di paesi, come il mio, che sono più preoccupati dalle riforme economiche, il calcio e il karaoke, che dalla perdita di vite umane.

Ovviamente questa non è la prima volta che Gaza viene attaccata. E’ successo in passato e succederà ancora. Non è neanche la prima volta che israele viene colpito dai razzi da Gaza, anche se non è così sicuro che questo continuerà a succedere. Di fatto mi chiedo perchè il lancio di razzi da Gaza verso israele continua: non sono preoccupata per la perdita di vite umane perchè credo che le statistiche abbiano dimostrato come i mega moderni scudi israeliani riescano a proteggere la propria gente. Sono preoccupata perchè quest’atto è miope e senza senso. E soprattutto, legittima ulteriormente israele ad attaccare una popolazione indifesa e imprigionata, e le super potenze a chiudere gli occhi su questi attacchi.

Di fatto, israele fa tutto da solo: lancia la sentenza a distanza, senza un processo, condanna a morte i sospetti criminali, ed esegue la sentenza senza preoccuparsi di cosa ciò comporta: l’uccisione di gente innocente, comprese donne, bambini e vecchi, la distruzione di infrastrutture già seriamente compromesse, che richiederanno un sacco di tempo, energia e buona volontà per essere ricostruite, perchè Gaza è un posto dove i materiali non raggiungono la popolazione come succede nella maggior parte del mondo. La qualità, quantità e flusso delle merci in entrata dipende dall’umore di israele, che può anche decidere di sparare e uccidere i pescatori se osano spingersi oltre alle 3 miglia dalla costa per pescare il pesce di cui han bisogno per vivere.

Sono stufa marcia di assistere a un doppio standard nel giudicare questi attacchi brutali. Perchè israele ha il diritto di reagire, punire, uccidere, distruggere e viene ancora dipinto come la povera vittima agli occhi del mondo, mentre i Palestinesi, i cui diritti vengono violati da decenni, le cui famiglie sono state distrutte, che non hanno libertà di movimento, e i cui figli muoiono per un sacco di ragioni legati all’embargo, vengono definiti terroristi ogni volta che reagiscono alla situazione? Non fatemi ripetere cose che sono state dette e ripetute da persone che possono (o potrebbero) farlo meglio di me. I fatti sono lì da vedere, ci sono tonnellate di testimonianze che arrivano da Gaza, i Palestinesi e gli stranieri (come me e molti altri) che vivono e hanno vissuto là tentano di spiegarlo continuamente. Cosa deve succedere perchè il mondo capisca davvero cosa sta succedendo?

 

 

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