Voglio diventare come te

Ricevo sempre più messaggi da parte di giovani che leggono la mia storia nel web e sul sito che gestisco da anni, e che mi chiedono come fare per diventare come me.

Ovviamente non vogliono avere 51 anni, gli occhi azzurri e un neo sul naso 🙂 Vogliono “viaggiare e lavorare online“. Entrambe le cose sono vere per me, anche se la seconda è successa piuttosto recentemente – il mio volume di lavoro online è cresciuto tantissimo l’ultimo anno.

A queste persone rispondo sempre che non ci sono ricette, nè training o segreti per diventare quello che si è. Che il punto in cui mi trovo è il risultato di anni di vita, e che la mia vita è unica perchè è stata plasmata dalle mie scelte personali e dalle mie reazioni alle possibilità e alle durezze che incontrato sul cammino. Se avessi rifiutato di andarmene dall’Italia 25 anni fa per stare con mio marito, non sarei qui oggi, a Jakarta, a scoprire il mio ottavo paese e quarto continente. Se avessi avuto paura di portare i miei bambini in Africa, non avrei gli stupendi figli che mi godo oggi e che mi rendono così incredibilmente orgogliosa e ricca. Se avessi scelto di diventare coach quando non avevo esperienza nel rapportarmi agli espatriati, o nessuna idea di cosa significa trasferirsi in una nuova cultura, probabilmente non avrei tutti i clienti che ho oggi. E così via.

Quindi l’unica cosa che mi sento di dire a questi stupendi giovani che mi lusingano con le loro parole, è che ci vuole tempo, un sacco di tempo. E mentre il tempo passa e costruiamo le nostre vite e la nostra esperienza, c’è solo una cosa che dobbiamo fare (e che ci ripagherà quando arriva il momento), e cioè seguire il nostro cuore e le nostre passioni.

In Sudan

Quando ho cominciato a lavorare come traduttrice in Italia negli anni ottanta, dentro di me sapevo che quella non era la cosa che mi faceva vibrare e mi rendeva pienamente appagata. La decisione di partire con mio marito è stata la migliore che io abbia mai preso perchè nel seguire il mio cuore (essere con lui), mi davo anche la possibilità di esplorare al di là dei miei stretti confini. E quando ho scoperto che vivere tra altre culture era affascinante e intossicante, e qualcosa che non mi avrebbe mai stancato, tutto è andato in modo molto naturale: ho cresciuto due nomadi globali e ho imparato un sacco di lingue e stili di vita. E anche se allora non lo sapevo, mi stavo preparando per lanciare la professione che oggi mi appassiona così tanto.

Seguire le proprie passioni non è mai una perdita di tempo. Potrebbe capitare di doverle sacrificare per un certo periodo per fare un lavoro che non ci piace completamente, ma non bisognerebbe mai abbandonarle. Perchè è solo facendo quello che davvero ci piace, che ci scuote nel profondo, che non ci stanca davvero mai, che tocchiamo il centro della vita. Preparandoci a diventare un professionista davvero appassionato. In qualsiasi momento della nostra vita.

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