Ode to my sons

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Slide15Please allow me to be a bit sentimental and forgive me if I sound pathetic, but I had a revelation that I want to share with you. It involves my sons.

As all mothers (I guess) I was worried about empty nest. Mattia would go to university in September and Alessandro has been living away from home for years already. I wondered how I would manage the sense of emptiness that, I was sure, would grip me as soon as I found myself at home alone, knowing that no child would come back at night and fill the house with questions, chats and needs.

Then, when the moment came and Mattia left, I realized that I was not missing him the way I had dreaded – of course I would have loved to see him more often, but that sense of emptiness I was expecting did not manifest itself. On the contrary: I found myself full of energy and ideas, and happy to have time (not only material time, but mental time, the time you get when your mind does not have to focus on children’s needs), happy to be able to manage myself from morning to night without having to adjust my rhythm to his.

Slide16Obviously it would have been otherwise had he not been happy and fulfilled in his new life. Yet, there is another part that has a lot to do with rearing children and that maybe we rarely have the courage to admit: taking care of a little person who is completely and always dependent on you is very hard. It’s a fascinating but consuming task, which requires you to put many things on hold and never to relax. And the sense of relief that comes from no longer having to constantly worry about your children can be immense. I am not ashamed to say that getting back the full control of my days has been one of the best things that happened to me in recent times.

But then I understood something else. It happened when Mattia came to see us on Christmas. I was overwhelmed with joy in seeing him again and listening to all the stories he had to share. And it was absolutely delightful to have both of my children sleeping under my roof. Waking up in the morning knowing that they would soon (or late) emerge from their sleep and hug me, gave me a sense of fullness that I have rarely felt with such intensity under other circumstances. I enjoyed them in new ways. I would take the taxi with Alessandro and tell him about something heavy on my heart, and then do the same with Mattia, and it was just amazing to see how differently they reacted and the style of each of them in relating to my story. I realized they are adults now, and precisely because I am no longer the one they have to turn to in order to survive,  I can now enjoy them in a different way.

Natale

So here is the revelation: I do not miss my children because I have gotten used to exist as their mother. I miss them because they are amazing persons, and dealing with them, seeing them, talking to them and listening to them, makes me realize again and again what an amazing experience it has been to raise them – the best that ever happened to me in my whole life. Being with them is the constant reminder of having done something great. And there is no one else on earth I enjoy relating to as much as I do to them – it’s a unique and indescribable relationship, that makes me miss them not because I am used to have them in my life, but because having them around it the best way to be reminded how beautiful it is to be their mother.

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Per favore, lasciatemi essere un po’ sentimentale, e perdonatemi se suono patetica, ma ho avuto una rivelazione che voglio condividere con voi. Si tratta dei miei figli.

Come tutte le madri (presumo) ero preoccupata dal nido vuoto. Mattia sarebbe andato all’università a settembre, e Alessandro vive fuori casa già da anni. Mi chiedevo come avrei gestito il senso di vuoto che ero sicura mi avrebbe afferrata appena mi fossi trovata a casa sola, sapendo che non ci sarebbe stato nessun figlio a rientare la sera, riempiendo la casa di domande, chiacchiere e bisogni.

Quando il momento è arrivato e Mattia è partito, mi sono resa conto che non mi mancava nel modo che avevo temuto – ovvio che mi sarebbe piaciuto vederlo più spesso, ma quel senso di vuoto che mi aspettavo non si è manifestato. Al contrario: mi sono ritrovata piena di energia e idee, e felice di avere tempo (non solo tempo materiale, ma tempo mentale, quello che ti viene quando non devi costantemente concentrarti sui bisogni dei tuoi figli), felice di gestirmi dalla mattina alla sera senza dovermi adattare ai suoi ritmi.

Slide16Ovviamente sarebbe stato diverso se non l’avessi sentito felice e realizzato nella sua nuova vita. Ma c’è un’altra parte che ha a che fare col crescere figli e che forse esitiamo troppo spesso ad ammettere: prendersi cura di una personcina che è completamente e costantemente dipendente da te è molto duro. E’ un compito affascinante ma molto stancante, che ti richiede di accantonare un sacco di cose, e non ti permette mai di rilassarti. E il senso di sollievo che proviene dal non doverti più preoccupare costantemente dei tuoi bambini può essere davvero immenso. Non ho vergogna a dire che riprendere il pieno controllo delle mie giornate, è stata una delle cose più belle che mi sono capitate di recente.

Ma ho capito anche un’altra cosa. E’ successo quando Mattia è venuto a trovarci a Natale. Ero fuori di me dalla gioia nel vederlo e nell’ascoltare tutte le storie che aveva da raccontarci. Ed era assolutamente fantastico avere entrambi i miei ragazzi che dormivano sotto al mio stesso tetto. Svegliarmi al mattino sapendo che prima (o poi) anche loro sarebbero emersi dal sonno e mi avrebbero abbracciata, mi dava un senso di pienezza che raramente ho sentito con tale intensità in altri momenti. Me li godevo in modi nuovi. Prendevo il taxi con Alessandro e gli raccontavo qualcosa che avevo sul cuore, e poi facevo lo stesso con Mattia, ed era incredibile vedere come reagivano diversamente e ognuno col proprio stile, alla storia che condividevo. Mi sono resa conto che adesso sono adulti, e proprio perchè io non sono più quella cui devono per forza rivolgersi per sopravviere, ora me li posso godere in modo diverso.

 

Natale

Quindi, eccoci alla rivelazione: non mi mancano i miei figli perchè sono abituata a esistere in quanto loro madre. Mi mancano perchè sono persone incredibili, e rapportarmi a loro, vederli, parlargli e ascoltarli, mi mi ricorda continuamente che l’esperienza di crescerli è stata fantastica – la cosa più bella in assoluto che mi sia capitata in tutta la vita. Essere con loro mi ricorda costantemente che ho fatto qualcosa di grandioso. E non c’è nessun altro al mondo con cui mi piace relazionarmi quanto con loro – è un rapporto unico e indescrivibile, che fa sì che mi manchino non perchè sono abituata ad averli nella mia vita, ma perchè averli intorno è il modo migliore per ricordarmi quanto è bello essere la loro madre.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. mammafarandaway ha detto:

    Claudia mi hai emozionato! Io sono ancora nella fase di mamma che cresce bambini piccoli, lo faccio con passione ed amore ed e’ fantasico. Mi piace immaginare come sara’ quando presto, molto presto, lasceranno casa e se ne andranno in giro per il mondo senza di noi. Credo che quel momento sara’ un’occasione per stringere ancora di piu’ il legame. L’ho vissuto come figlia con mia madre quando a 19 anni sono partita per andare a studiare lontano dalla mia citta’ e da allora non sono piu’ tornata. Il rapporto e’ cambiato e devo dire e’ pure migliorato. So che le manco in casa ma so anche che quando ci vediamo il tempo e’ talmente prezioso che tutto sembra piu’ bello. Credo che la vita da mamma abbia diverse fasi, ognuna con i suoi pro e contro, basta solo guardarla dalla parte giusta. Tu lo sai sempre fare. Mi piace leggerti, mi piaccioni le tue riflessioni!

    1. claudialandini ha detto:

      Grazie grazie carissima, mi rendi davvero felice con le tue parole!

  2. Michele Comissot ha detto:

    I fully agree! I felt and feel the same! Un beso

    1. claudialandini ha detto:

      Michele, you are an example of what it means to be a mother under all circumstances. Your strength and love are of great inspiration. Te quiero mucho, I hope you are doing fine

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