Genitori expat, figli expat

Essere genitori expat e figli expat è un viaggio a sè…

Ho tante persone in testa oggi. Penso alla mia amica Paola, che è partita dal Ghana per andare a Londra al matrimonio di sua figlia. Paola non era con lei per i preparativi, e neanche per condividere l’allegro momento pre-matrimonio coi suoi nipotini. Penso anche a Guia e Marco, che partono da Gerusalemme e vanno in Inghilterra per festeggiare la laurea della loro figlia. Per lei finisce un periodo di tre anni a studiare, vivere e cavarsela lontana dai suoi genitori, che devono prendere un aereo e passare le odiose procedure di sicurezza dell’aeroporto di Ben Gurion per essere con lei.

Penso anche ai miei figli. Mattia ha finito con successo il suo primo anno all’università in Inghilterra, e si unirà a noi per una breve vacanza in Giappone prima di andare a Gerusalemme, dove ci sono parti delle sue radici, per poi raggiungerci in Italia per le vacanze estive. Anche lui ha dovuto studiare, vivere e cavarsela da solo quest’anno. E il prossimo. Mentre io e mio marito staremo ancora su Facebook e Skype per stargli vicino nei momenti belli e in quelli brutti.

Ovviamente i momenti in cui i genitori expat e i figli expat si ritrovano sono pieni di felicità come nessun altro. E’ difficile spiegare l’eccitazione e l’intensità che li permeano.

A volte provo a immaginarmi una vita diversa, una vita come quella di molti amici, in cui genitori e figli vivono nella stessa città, o nello stesso paese, e si vedono spesso anche quando i figli sono andati a vivere per conto loro. Cerco d’immaginarmi come sarebbe se sapessi che posso vedere Mattia e Alessandro ogni due domeniche, o che se dovesse succedere qualsiasi cosa, potrei coprire la distanza tra una chiamata ed essere coi miei figli in un’ora. Forse meno. Come sarebbe se l’università dei miei figli fosse a cinque fermate di metrò da me? Come mi sentirei sapendo che un giorno – qualsiasi giorno – uno di loro potrebbe farmi una sorpresa e portarmi al cinema all’ultimo momento?

Non ne ho idea. Presumo che sarebbe molto bello, e a volte odio la distanza. Odio perdermi giorni preziosi con loro, odio dover contare sempre su Internet per parlar con loro, e odio svegliarmi nel cuore della notte, preoccupata perchè erano tristi quando ci siamo parlati su Skype la sera prima.

Poi mi tiro sù e penso che sentirsi vicini non c’entra con la geografia. E che quei genitori che vedono costantemente i loro figli non proveranno mai quello che sento io in questo momento, quasi incapace di star quieta nella mia sedia all’aeroporto di Jakarta perchè so che in poche ore vedrò Mattia camminare verso di me agli arrivi a Narita, e non ce la faccio ad aspettare 🙂

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudia Salim ha detto:

    Dear mrs.Claudia,

    I stumbled on your blog after surfing on the internet for hours about story of expat families. My dad is also an Indonesian expat, he works for the UN and has to move constantly from one to another country in every two years. I find this writing very emotional and touchful, especially since it’s written by a mother. The last time we travelled together as a family was in December. When he has to go back to his working life schedule, I always end up feeling sad and wish that my dad worked for a firm or company or an organization where he doesnt have to live far from me. But then I realized, if it was not because of the million miles distance, the internet dependent relationship, or the low frequency of our meeting, I wouldnt be so grateful of having an amazing parent. And also, the fact that sometimes I have to wait like months just to meet him makes me realize how big the value of a family is. People say waiting is boring, but to me doesnt have anything/anyone to wait is more boring. I would love to wait for weeks or months as long as I know it’s family that Im going to meet 🙂 – I read that your family did some travelling to Japan. Look forward to you sharing the amazing story and also more stories on your sons, because I know they must be so proud and happy for having a mom like you 🙂

    1. claudialandini ha detto:

      Thank you so much Claudia for your beautiful comment. And I totally agree: having no one or nothing to wait for IS boring 🙂
      Do you also live in Jakarta? I came back last night from Japan, and was happy to find my home.
      Thanks again,
      Claudia

      1. Claudia Salim ha detto:

        Hi Claudia (what a coincidence that we have the same first name!),

        Yes. I’m finally back in Jakarta (lived in Singapore for 4years to pursue my business degree). Do you have a seminar, public class or some event that I can attend to in Jakarta? Would love to see you in person and exchanging ideas with a great woman like you 🙂 – I also have been reading some of your writings in the last 1 hour and I find them very inspiring.

  2. claudialandini ha detto:

    Dear Claudia, thank you so much for your uplifting words!! I am flattered. We can meet, with pleasure, and have a coffee and a chat. I am leaving soon to Italy, but if we can’t make it before, I’ll be back in September. Write me at claudiaexpat@expatclic.com. I wait for you!

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