Meet you somewhere in the world

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MalenaOf all the beautiful and interesting things I discovered and did in Japan, hugging Malena after almost ten years was the one that made me happiest. Malena is from Argentina and we met in Peru, where we were both living. She then moved to her native Buenos Aires, and when I visited her city, we met and it was wonderful. For two days we walked, visited museums, met people, laughed and shared. Then I quit Latin America and moved to Jerusalem. We kept in touch, sometimes only with a Happy Christmas message. She moved to Shanghai and then to Tokyo.

When I saw her at the door of my hotel, I felt overwhelmed with joy. It was like having left her the day before. This is something all expats will tell you – the feeling time has not passed. And it’s the magic of cultivating friendships at a distance, but with the privilege of being able to sporadically meet in person. Meeting in different parts of the world adds meaning to an already happy event.

There is nothing that fills me with joy and expectation like meeting a friend in a new place. It happened when Florence, my beloved French friend who had moved from Peru to Bosnia while I was in Jerusalem, asked me to join her in Istanbul, where she was attending a conference. Or when I hugged Martin and Cathie on a dusty road in Tuscany, after the war in Congo brutally tore us apart. Or when I sat at a table with Helena, here in Jakarta, ten years after we both left Peru to our respective destinations.

PizzoccheriIt will happen tomorrow when my Guia and her family land in Jakarta. We spent a couple of years in Jerusalem together, the last one living so close that we talked through messages on our balconies, and I have been missing them so badly since I left Palestine, that I know I’ll never be able to express how happy and moved I am for the chance of seeing them again, and seeing them here where my new home is.

Expat life is like that. We meet where life takes us and in the most disparate places on earth. Each new home opens renewed possibilities of seeing our friends again – it might be geographically closer to them, or close to a place we both want to visit, or interesting enough for them to come and discover. We hug each other in airports, chat in different houses, walk hand in hand in foreign streets, order coffee in barely known languages, but getting together again, even after years, never changes: it’s always full of love, happiness and the warmth that can only come from having shared a part of a very special journey.

 

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Di tutte le cose belle e interessanti che ho scoperto e fatto in Giappone, abbracciare Malena dopo quasi dieci anni è stata quella che mi ha resa più felice. Malena è argentina e ci siamo incontrate in Perù, dove stavamo vivendo entrambe. Poi lei è tornata alla sua nativa Buenos Aires, e quando io sono andata in visita nella sua città, ci siamo riviste ed è stato stupendo. Per due giorni abbiamo camminato, visitato musei, incontrato gente, riso e chiacchierato. Poi io ho lasciato l’America Latina e sono andata a Gerusalemme. Ci siamo tenute in contatto, a volte solo con un messaggio di buon Natale. Lei è andata a Shanghai e poi a Tokyo.

Quando l’ho vista sulla porta del mio hotel, mi sono sentita travolgere dalla gioia. E’ stato come se ci fossimo lasciate il giorno prima. Questo è qualcosa che vi diranno tutti gli expat – la sensazione che il tempo non sia passato. Ed è la magia del coltivare amicizie a distanza, ma con il privilegio di potersi incontrare di persona di tanto in tanto. Incontrarsi in parti diverse del mondo aggiunge gusto a un evento già di per sè felice.

Non c’è niente che mi riempie di gioia  come incontrare un amico in un posto nuovo. E’ successo con Florence, la mia adorata amica francese che si era trasferita dal Perù in Bosnia mentre io ero a Gerusalemme, e mi ha chiesto di incontrarla a Istanbul, dove lei stava partecipando a una conferenza. O quando ho abbracciato Martin e Cathie su una strada polverosa in Toscana, dopo che la guerra in Congo ci aveva brutalmente separati. O quando mi sono seduta a un tavolo con Helena, qui a Jakarta, dieci dopo che entrambe avevamo lasciato il Perù per le nostre rispettive nuove destinazioni.

PizzoccheriSuccederà domani, quando la mia Guia e la sua famiglia atterreranno a Giacarta. Abbiamo passato un paio d’anni insieme a Gerusalemme, l’ultimo come vicini di casa, così vicini che ci parlavamo attraverso messaggi sui balconi. Mi mancano così tanto da quando ho lasciato la Palestina, che so che non riuscirò a esprimere la gioia e la commozione nel vederli di nuovo, e qui, dove adesso c’è la mia nuova casa.

La vita da expat è così. Ci incontriamo dove ci porta la vita e nei posti più disparati al mondo. Ogni nuova casa apre anche la possibilità di rivedere i nostri amici – perchè è geograficamente vicina a loro, o vicina a un luogo che entrambi vogliamo visitare, o abbastanza interessante perchè decidano di venire a trovarci. Ci abbracciamo in aeroporto, chiacchieriamo in case diverse, camminiamo  per mano in strade sconosciute, ordiniamo caffè in lingue a malapena note, ma ritrovarsi di nuovo, anche dopo anni, non cambia mai: è sempre un incontro pieno d’amore, felicità, e del calore che può venire solo dall’aver condiviso una parte di questo viaggio speciale.

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