My sister

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Twenty years ago today my sister died. She had been fighting cancer for three years. I am usually not very keen on commemorations, but today I feel like stopping and thinking of her for a while. I feel like doing this not because I miss her more today than any other day in my life, but because I would not be what I am today without this loss. We are the results of whatever life has in store for us, and of the way we react to this. But of course, we do not stop every day reflecting on how past events shape us – it would be useless and time consuming. However, I feel it is important to take a while to remember what turned us into the beings we are today, and to remind those sharp moments of sorrow that time dilutes and melts into bearable routines. I believe acknowledging what these painful moments have taught us is the only way to come to terms with the losses that life inflicts upon us.

I feel better thinking that my sister taught me a great lesson because of the situation she found herself in. She taught me to be optimist up to the last day of your life, and to never give up hope. It will go as it has to go, but going through hell with an optimistic spirit makes it less hellish for you and for those who surround you. And she taught me lightness. She taught me that you can be gentle and soft with the others even in the direst moments of your existence.

This is what I bring within myself today and what helps me making sense of her death. She lives through the lessons she taught me, and I can’t think of a better way to honor her.

 

mother and daughtersVent’anni fa, oggi, mia sorella moriva. Aveva combattuto il cancro per tre anni. In genere non amo molto le commemorazioni, ma oggi mi sento di fermarmi un attimo a pensare a lei. Mi va di farlo non perchè oggi mi manca più che negli altri giorni, ma perchè non sarei quella che sono senza questa perdita.

Siamo il risultato di tutto quello che la vita ci riserva, e il modo in cui noi reagiamo a ciò che ci succede. Ma ovviamente non ci fermiamo ogni giorno a riflettere su come gli eventi passati ci hanno formati, sarebbe inutile e prenderebbe un sacco di tempo. Però penso sia importante, in giorni come questi, prendersi un momento per ricordare cosa ci ha reso quello che siamo oggi, e rivivere quei momenti di acuto dolore, che il tempo diluisce fino a renderli accettabili. Penso che riconoscere le lezioni che abbiamo appreso da quei momenti dolorosi sia l’unico modo per venire a patti con le perdite che la vita ci infligge.

Mi sento meglio pensando che mia sorella mi ha insegnato una grande lezione attraverso la situazione nella quale si è trovata. Mi ha insegnato ad essere ottimista ogni giorno della vita, e a non smettere mai di sperare. Andrà come deve andare, ma passare per l’inferno con spirito ottimista rende il tutto più sopportabile a te e a chi ti circonda. E mi ha insegnato la leggerezza. Mi ha insegnato che si può essere gentili e delicati con gli altri anche nei momenti peggiori dell’esistenza.

Questo è ciò che mi porto dentro oggi, e che mi aiuta a dare un senso alla sua morte. Elena vive attraverso le lezioni che mi ha insegnato, e non trovo un modo migliore per onorarla.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. cristinasaottini ha detto:

    Ciao Claudia, un abbraccio grande grande

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