What is missing

Leggi in italiano

I am happy to tell you that I have finally and clearly realised why I have been so far unable to really establish a relationship with Jakarta. I already told you that with my host city there has not been love at first sight. I can’t grasp the soul of this place, which I find unattractive and chaotic. It is actually the first time in my life where I find myself completely at loss about where to take friends who come to visit – I have not yet found a place in Jakarta where my heart vibrates or my curiosity is stimulated.

DSC03973Still, I am happy here. People are fantastic – open, warm, welcoming. They smile, joke and help you whenever you need. This would be enough of a reason for me to live here happily, but there is more. I feel safe in Jakarta, I am not afraid when I go around or I am at home alone, I love massages and here I can get as many as I want, the country is going through an interesting time, and I can easily take a plane to reach the most beautiful destinations. Besides, I have now made friends, and I am involved in interesting things. I definitely feel ok here, and when I am away, I long to come back. So, where does the uneasiness come from, that blocks me from feeling 100% at home here, like it happened in other places? Here it is:

wherever I lived before, I used to jump on my car and drive around a lot, really a lot. I was never afraid to drive to unknown places, and parking was never a problem for me. Here, it is not only the fact that I have to drive on the left (something that chips away my self-assurance at the wheel). Many other factors make me tense and uneasy when I have to go from one point to another.
Traffic is really bad, and by bad I don’t mean only heavy: that would not scare me, not after driving in Lima at peak hours, or in Khartoum or Bissau. Traffic here is overwhelming, enveloping, it wraps you up and strangles you. When you are at a traffic light, the motorbike beside you is so near that you can count the hair in the driver’s nose. And there are hundreds of motorbikes, everywhere, always, and forever.
Traffic lights last for hours. You can easily read a chapter of your book while you wait for the light to turn green.
Space left between one car and another is minimal, and there is this constant feeling that people would like to press on the gas pedal, but can’t, and this generates a lot of tiring energy.
Finding the right address can be very complicated. Civic numbers don’t follow the order I am I used to, people who live in the neighborhood do not necessarily know the name of the streets, and finding a reference point can be hard.
If you want to stop and ask, you have to be in a good place. In most cases it gets difficult even to pull over, let alone finding a pedestrian. When you have found one, you have to hope that he speaks a bit of English or that his bahasa will be easy enough for you to understand it. In many cases, though, he will be unable to help.
Everywhere in Jakarta there are construction sites. They are building lots of flyovers, horrible, gray pylons of concrete that will support gray elevated lanes to ease the traffic (or so it’s hoped). Everywhere you look it’s ugly and jammed because of these works.

DrivingWhen we bought our little car, I launched a debate on Facebook about whether to hire a driver or not. The overwhelming reaction was that I should have a driver, for many reasons that I won’t bore you with here. The point, however, is that driving for me is part of getting to know the city and its people. You can understand a lot of the local culture at the wheel. And it’s not only that. To feel completely attuned to a place, I need to be totally independent when I move around. I need to get to know the topography of the place and really be into what happens on the streets. It’s not the same to watch out of the window while someone else drives, and to press on the gas when the light turns green.

This is the missing point for me here. I talked about it with my husband, and he gave me a simple suggestion: go out and drive. Which is exactly what I am going to do from tomorrow. I’ll drive to an area where I have never driven before. I should be able to do it. I have gone there with my friends’ drivers and by taxi several times. It will just be a bit complicated to find the right street, but I am determined to make it. I really feel I have to conquer this one. I own it to Jakarta.

****

Sono felice di annunciarvi che ho finalmente capito fino in fondo cosa mi trattiene dal sentire una vera connessione con Jakarta. Vi ho già detto che tra me e questa città non c’è stato un colpo di fulmine. Non riesco ad afferrarne l’anima, la trovo brutta e caotica. Per la prima volta in vita mia, sono completamente persa quando devo portare in giro gli amici che vengono a trovarmi: devo ancora trovare un posto a Jakarta che mi tocca il cuore o stimola la curiosità. Ma mentirei se dicessi che qui non sono felice. La gente è meravigliosa – calda, aperta, accogliente. Sorridono, fanno e capiscono gli scherzi, e fanno di tutto per aiutarti se hai bisogno. Questa di per sè sarebbe una ragione sufficiente per me per vivere qui felicemente, ma ce ne sono altre. Qui mi sento sicura, non ho paura quando vado in giro o quando sono sola a casa, adoro i massaggi e qui me ne posso far fare quanti ne voglio, il paese sta attraversando una fase molto interessante, e posso prendere facilmente un volo per arrivare in posti meravigliosi. Inoltre adesso ho anche il mio giro di cari amici, e faccio cose interessanti. Quindi sto bene a Jakarta, e quando sono via, ho voglia di tornarci. E allora, da dove viene questo senso di disagio, che mi blocca nel sentirmi a casa al 100%, come mi è successo negli altri posti in cui ho vissuto? Ecco:

DSCN3922nei paesi in cui ho vissuto prima, saltavo in macchina e guidavo un sacco, veramente tanto. Non ho mai avuto paura di usare la macchina per andare in posti che non conoscevo, parcheggiare non è mai stato un problema. Qui non è solo il fatto di dover guidare a sinistra (che mi toglie sicurezza al volante). Ci sono tante altre cose che mi mettono in tensione e a disagio quando devo andare da un posto all’altro.
Il traffico è davvero mostruoso, e quando dico mostruoso non intendo solo intenso; questo non mi spaventerebbe, non dopo aver guidato a Lima all’ora di punta, o a Khartoum, o a Bissau. Il traffico qui è totalizzante, avvolgente, ti circonda e ti strangola. Quando sei ferma al semaforo, la motoretta al tuo fianco è talmente vicina che puoi contare i peli del naso del guidatore. E ci sono centinaia di moto, ovunque, sempre, per sempre.
I semafori durano ore. Mentre aspetti il verde, puoi facilmente leggere un paragrafo del tuo libro. Lo spazio tra una macchina e l’altra è ridottissimo, e c’è questa sensazione costante di energia trattenuta, di gente che vorrebbe partire ed è costretta all’attesa.
Trovare l’indirizzo può diventare complicato. I numeri civici sono messi in modo che devo ancora capire, gli abitanti dei quartieri non conoscono necessariamente i nomi delle strade, e a volte è difficile trovare un punto di riferimento.
Se vuoi fermarti a chiedere, devi essere nel posto adatto. Nella maggior parte dei casi fermarti a lato della strada può essere un’impresa, per non parlare del trovare un pedone che passa di lì. E se lo trovi, devi sperare che parli un po’ d’inglese o che il suo bahasa sia comprensibile. In molti casi non saprà comunque aiutarti.
Ovunque a Jakarta ci sono cantieri. Stanno costruendo un sacco di flyovers, orrendi piloni grigi che sostengono corsie sopraelevate per alleggerire il traffico (o così si spera). Ovunque si guarda, tutto è brutto e bloccato per via di questi lavori.

Quando abbiamo comprato la nostra macchinina, ho lanciato un dibattito su Facebook sul fatto di prendere o meno un autista. La risposta quasi unanime è stata di assumerne uno, per ragioni che non sto a riportare qui. Il punto, però, è che per me guidare è un modo per conoscere la città e le sue genti. Al volante, si capisce moltissimo della cultura locale.  E non è solo questo. Per sentirmi completamente in sintonia con un posto, ho bisogno di essere completamente indipendente nei miei spostamenti. E ho bisogno di conoscere la topografia della città e di vivere da dentro quello che succede nelle strade. Non è lo stesso guardare fuori dal finestrino mentre qualcun altro guida, e pigiare sull’acceleratore quando scatta il verde.

Questo è l’anello mancante per me, qui. Ne ho parlato con mio marito, che mi ha dato un solo consiglio: esci e guida. Che è esattamente quello che farò domani. Andrò in un posto dove non ho mai guidato prima. Dovrei farcela. Ci sono andata varie volte con gli autisti delle mie amiche e in taxi. Sarà un po’ complicato trovare la via e il numero quando arrivo in zona, ma sono determinata. Sento davvero di dover conquistare questa parte della vita qui. Lo devo a Jakarta.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. vinneve ha detto:

    Interesting! As an expat myself I can understand your feelings.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...