A meaningful life abroad

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A few days ago, here in Jakarta, my husband and one of his colleagues of the Indonesian Red Cross gave a talk about the Red Cross Movement. I love this kind of events, because they give me the chance to stop and think about how valuable our experience abroad has been thanks to my husband’s work. I was looking around myself in the room, and wondered how many of the listeners have had the privilege to approach their host cultures the way we have, and to get to know the most vulnerable side of the population, and the harshness of the problems we get in touch with through the Red Cross.

There is no doubt that what defines the way you penetrate the local culture depends mainly on the kind of work you do in your host country. I am not saying this to belittle other people’s experiences, but to remind myself how profound, satisfying, genuine and intoxicating our own experience has been. All through these years, we have known our hosting cultures through the most painful and dire situations – wars, famine, epidemics, natural disasters. This has exposed us to human suffering in a way that no other working field can do. And in suffering you find the truest feelings and the most beautiful side of humanity. It is in this kind of situations that you can express the best of human values. This does not only have to do with the fact of giving a tiny contribution to diminish human suffering, but with the richness of the experience per se. All through my life abroad I felt like I was embracing the whole world, like I was touching the real core of our times. There are many ways to approach different cultures, and to get to know them, but none, for me, is as valuable as when you touch people’s desperate need of survival, the basic problems of a population that struggles to rebuild a house destroyed by a hurricane or has to cope with discrimination and marginalization when hit by AIDS or Ebola.

In Sudan
In Sudan

My husband has always been utterly passionate about his work. Today like thirty years ago, when he started, he is totally dedicated to what he does, because it is through his work that his deepest values are channeled. Those are the same values that have shaped our family life, and that have taught our children to become the great beings they are. All through their lives, not only did they see more than one side their host countries, but breathed my husband’s honesty and dedication to his work, his tireless search for justice, his engagement to improve the movement he has chosen to belong to. What other kids saw in occasional initiatives at school, they had at home everyday, both through the people my husband put us in touch with, and through what he shared when he came home.

Through the people my husband took care of, my sons learned what it means to be born on the unlucky side of the planet, they know what poverty generates, and how many persons on the planet have to deal with issues that many of us cannot even imagine. This  has shaped them into marvelously flexible and empathetic human beings with a broader and generous vision of the world. And honestly, I could not have asked more for them.

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Qualche giorno fa, qui a Jakarta, mio marito e un suo collega della Croce Rossa Indonesiana, han dato una presentazione sul Movimento di Croce Rossa. Amo questo tipo di eventi, perchè mi danno la possibilità di fermarmi un attimo a riflettere su quanto la nostra esperienza all’estero sia stata ricca proprio grazie al lavoro di mio marito. Mi guardavo intorno nella stanza, e mi chiedevo quanti degli ascoltatori hanno avuto il privilegio di avvicinarsi alle loro culture ospitanti come noi, e di conoscere la parte più vulnerabile delle popolazioni e la durezza dei problemi con cui noi entriamo in contatto attraverso la Croce Rossa.

angola
In Angola

Non c’è dubbio che il lavoro che si fa nel paese ospitante definisce anche il modo in cui si penetra nella cultura locale. Non lo dico per sminuire l’esperienza d’altri, ma per ricordare a me stessa quanto la nostra sia stata profonda, coinvolgente, genuina e additiva. In tutti questi anni abbiamo conosciuto le realtà dei vari paesi attraverso le situazioni più dure e dolorose – guerre, carestie, epidemie, disastri naturali. Tutto questo ci ha esposto alla sofferenza umana in un modo che nessun’altro campo lavorativo offre. E nella sofferenza si trovano i sentimenti più veri, il lato più bello dell’umanità. E’ in questo tipo di situazioni che si può esprimere il meglio dei valori umani. Questo non c’entra solo col fatto di contribuire anche se con una goccia nell’oceano a diminuire la sofferenza umana, ma proprio con la ricchezza dell’esperienza in sè. Durante tutta la mia vita all’estero ho sentito che abbracciavo il mondo intero, che toccavo la vera essenza delle questioni dei nostri tempi. Perchè ci sono molti modi per avvicinarsi a culture diverse, e per conoscerle, ma per me nessuno è valido quanto il toccare il disperato bisogno di sopravvivere, i problemi concreti di una popolazione che lotta per ricostruire le sue case distrutte da un uragano, o che deve gestire la discriminazione e l’emarginazione a causa dell’AIDS o dell’Ebola.

 

RC2

 

Mio marito ha sempre avuto una profondissima passione per il suo lavoro. Oggi come trent’anni fa, quando ha iniziato, è completamente votato a quello che fa, perchè è attraverso questo lavoro che incanala i suoi valori più profondi. Gli stessi valori che hanno forgiato la nostra famiglia, e che hanno insegnato ai nostri figli a diventare le splendide persone che sono. Per tutta la loro vita, non solo hanno visto più di un aspetto dei loro paesi d’accoglienza, ma hanno respirato l’onestà e il coinvolgimento di mio marito sul lavoro, la sua incessante ricerca di giustizia, il suo impegno per migliorare il movimento al quale ha scelto di appartenere. Quello che altri ragazzini vedevano in iniziative occasionali nelle loro scuole, loro l’avevano a casa ogni giorno, sia attraverso le persone con cui mio marito ci faceva entrare in contatto, che attraverso i suoi racconti quando tornava da noi.

Attraverso le persone di cui mio marito si è di volta in volta occupato, i miei figli hanno imparato cosa vuol dire nascere nel lato sbagliato del pianeta, sanno cosa genera la povertà, e quanta gente al mondo lotta con problemi che molti di noi non immaginano nemmeno. Questo li ha resi degli esseri umani meravigliosamente flessibili ed empatici, con una visione ampia e generosa del mondo. E sinceramente, non avrei potuto chiedere di più per loro.

 

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