Madri

Oggi è la Giornata della Madre in molti paesi, e voglio prendermi un momento per onorare tutte le mamme che han perso i loro figli.

Sono entrata in contatto con alcune di loro, nella mia vita, inclusa mia madre che ha perso sua figlia per via di un cancro. Ovviamente non posso parlare per loro, e non riesco nemmeno lontanamente a immaginare cosa possa significare dover affrontare il resto della vita sapendo che tuo figlio non c’è più. Quello che vedo, e che mi riempie di ammirazione, amore e speranza, è che queste madri coraggiose trovano sempre un modo per guardare avanti. Il che, per me, è l’ennesima prova di quanto forte e profondo sia l’amore di una madre.

Vittorio Arrigoni è stato ucciso cinque anni fa, il 15 aprile, e come ogni anno da allora, nel suo anniversario scrivo a Egidia, sua madre, per ricordarle che Vittorio vive sempre nei nostri cuori, e così sarà per sempre. Quest’anno lei mi ha risposto mandandomi i link al sito web della fondazione che ha creato insieme a sua figlia Alessandra, in memoria di suo figlio. Oltre all’ottimo lavoro che stanno facendo, sia per la memoria di Vittorio che per il mondo, non posso fare a meno di constatare che donna forte e piena di risorse sia Egidia. In questi cinque anni dalla morte del figlio, non ha smesso un attimo di portarne avanti il lavoro e onorarne gli ideali. Ha creato la fondazione, scritto un libro sulla vita di Vittorio, gira costantemente l’Italia per parlare della Palestina. Vittorio vive ogni giorno in quello che lei fa, e non riesco a pensare a un modo più bello di venire a termini con una tragedia di questo tipo.

Provo lo stesso sentimento quando vedo la mamma di Giulio Regeni lottare per avere giustizia. Immagino che in queste circostanze dev’essere già difficilissimo alzarsi dal letto ogni mattina, figuriamoci tenere una conferenza stampa di fronte a una folla di politici e giornalisti. Eppure lei l’ha fatto, e ha cominciato il suo discorso dicendo due volte: “Sono la mamma Giulio”. E davvero non trovo le parole per esprimere i sentimenti che questa frase ripetuta mi ha scatenato. E’ qualcosa di cui avevo già parlato commentando il libro della storia di Irina Lucidi, un’altra madre coraggiosa che ha perso due figlie, qualcosa che posso riassumere in una frase: la maternità è per sempre.

madriIrina Lucidi aveva due belle gemelle, che sono state portate via dal padre prima che si suicidasse. Non sono mai state ritrovate. Irina ha raccontato la sua storia in un meraviglioso libro scritto da Concita de Gregorio, i cui proventi della vendita vanno a Missing Children Switzerland, la fondazione che Irina ha creato dopo la perdita delle figlie. Un altro incredibile esempio di una madre che è riuscita a trarre qualcosa di buono dalla cosa peggiore che ci si possa immaginare.

Le madri di cui ho parlato finora si sono viste sottrarre i figli da qualcuno, ma ho riscontrato la stessa forza e determinazione anche in madri che li han persi in incidenti o per malattie. Durante la conferenza di Amsterdam, ho avuto il privilegio di ascoltare Melissa Dalton-Bradford, che ha perso il suo Parker in un incidente, quando aveva 18 anni. Melissa usa la sua esperienza per ispirare solidarietà e umanità a livello di comunità, perchè i genitori colpiti da una simile perdita, vengano stretti in un caldo abbraccio. E’ una madre incredibile, forte, spiritosa e coraggiosa, che condivide la sua storia con passione e onestà, e lascia un grande regalo a chi le si avvicina: quello di calarsi per un attimo nei panni di chi vive quest’esperienza. E questo è importantissimo per educare le persone a reagire in maniera umana e costruttiva in questi frangenti.

Vi dico questo perchè sono profondamente scioccata da alcuni dei commenti che accompagnano queste tragedie. Esempi: “Se l’è cercata” (nel caso di Vittorio); “Doveva restare a casa sua” (nel caso di Giovanni Lo Porto); “Doveva stare lei coi suoi bambini, e non darli alla baby-sitter (rivolto alla madre di Lucia e Leo Krim, uccisi dalla loro baby-sitter a Manhattan); “Non sei la prima a chiedere giustizia, mettiti in coda” (alla madre di Giulio Regeni).

Come un essere umano possa anche solo pensare a cose così mostruose non lo capirò mai. Di fronte a queste tragedie, l’unica cosa che avrei voglia di fare è di abbracciare queste madri, coccolarle, tenerle strette per sempre e dar loro tutto il mio amore, solidarietà e supporto. Che è quello che faccio oggi, anche se da lontano. Perchè nessuna Giornata della Madre è completa se non celebra queste madri meravigliose.

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