L’ode di un figlio a sua madre

Di ode in ode 🙂

Quando Mattia mi ha mandato quello che ha scritto in risposta al mio Ode ai miei figli”, e mi ha detto che potevo farci quello che volevo, ho pensato a lungo se pubblicarlo o no.

Molte delle cose che Mattia menziona sono parte intrinseca della storia specifica e intima di ogni madre e figlio, e oltre al fatto che mostrare quanto mi ama rafforza la mia autostima e fa crescere il mio ego, pensavo che non fossero interessanti per chi mi legge. Poi l’ho riletto, e ho deciso di condividerlo perchè trovo che la prima parte della lettera possa essere di grande aiuto a quei genitori expat che temono che il loro stile di vita mobile possa mettere emotivamente a rischio i propri figli. Il valore di “Ode a mia madre” è anche che riflette la profondità d’analisi, la passione e la forza di un ragazzo che è cresciuto in 5 paesi diversi, e sta conoscendo il suo sesto. Quante volte noi genitori ci domandiamo se stiamo facendo la cosa giusta, quanto ci sentiamo colpevoli a volte nello sradicare i nostri figli e nel portarli a vivere in un ambiente completamente nuovo, dove devono per forza imparare rapidamente una lingua straniera per sopravvivere nel nuovo ambiente scolastico…Con questa lettera spero di rassicurare quei genitori che hanno figli ancora piccoli e hanno paura delle conseguenze di una vita mobile. E voglio anche incoraggiare chi legge a contagiare sempre i figli con il proprio entusiasmo – per la vita internazionale, per le amicizie in tutto il mondo, e per il fatto di averli: è il modo migliore per creare degli esseri umani forti e motivati. Grazie, Mattia.

Ode a mia madre

odeHo aggiunto un nuovo posto alla mia collezione: vivo nel Regno Unito, a Durham, una delle migliori università in questo paese. In passato ho vissuto in altri luoghi – molti dei quali più caldi, il che mi ha posto di fronte a molte questioni esistenziali – perlopiù grazie ai miei genitori. Certo, è stato difficile a volte; lasciare continuamente quello che percepiamo come casa può essere devastante. Però nel farlo, ho sempre sentito l’amore e il supporto dei miei genitori. E oggi, anni dopo le lacrime versate nel lasciare l’Honduras, il Perù e Gerusalemme, capisco chiaramente che casa non è un concetto materiale, nè fisico, ma qualcosa che cresce e cambia sopra una costante fissa: i miei genitori, e in particolare mia madre. Ho sempre chiamato mia madre col suo nome, Claudia. E’ lei che mi ha dato molto di quello che sono oggi. Mi ha dato il suo tempo, il suo amore, le sue risate, e la sua fiducia. Non ha mai smesso di trattarmi come un adulto, e mi ha sempre appoggiato in tutto quello che volevo fare (a parte il fumare, su cui sto lavorando. Aspetta, non è vero! Ha-ha, ti sfido a pubblicarlo – vedi, l’ho pubblicato 🙂). Prima di essere madre, Claudia è un’amica, e questo è confermato dalle innumerevoli amicizie che ha tessuto durante gli anni. Claudia ha ottenuto più della maggior parte della gente, e ciò probabilmente grazie al suo entusiasmo per la vita (Entusiasmo Landini è il termine clinico che è stato coniato per questo raro fenomeno). Non solo mi ha dato il coraggio di credere in me stesso, ma mi ha insegnato a sorridere e a condividere. Se devo essere grato a qualcuno, è sicuramente a mia madre e mio padre, entrambi hanno giocato un ruolo odeincredibile nello sviluppo della persona che sono oggi, spingendomi a rincorrere i miei sogni e le mie speranze, per farmi diventare migliore, e a guardare ai miei errori per creare la migliore versione di me stesso. Mi han dato più di quanto posso esprimere su una semplice pagina o in una frase. Forte della loro cura e protezione, ho potuto esplorare e crescere in un mondo fantastico pieno di viaggi e avventure eccitanti, interrogandomi e costruendo pian piano la persona che sono diventato. Claudia è un bicchiere di vino e una birra insieme davanti alla TV, gustandoci una cena deliziosa e ridendo a crepapelle. Claudia è una sera trascorsa al computer, sfiancandosi per il suo lavoro, e ore e ore spese per la famiglia, solo per farci sorridere alla fine della giornata. Claudia sono le mie canzoni di reggae suonate a tutto volume (e sono ancora convinto che le odi, ma grazie per lo sforzo) in macchina nei giorni buoni e cattivi. Claudia è un sorriso quando mi vede rientrare  ubriaco, Claudia è una litigata che porta una tristezza insopportabile in casa. Soprattutto Claudia è felicità, e un debito, un debito che devo ripagare e non so come. Sarò per sempre grato a mia madre, che trova persino il tempo di scrivere odi ai suoi figli, mentre dovrebbero essere loro quelli che scrivono odi per lei.  Grazie di tutto Claudia.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. mammafarandaway ha detto:

    Cara Claudia, che dire, volevi commuovere e con me ci sei riuscita!
    Sento che sono sulla strada giusta, sento che i miei bimbi gia’ a quota 3 nazioni diverse in meno di 10 anni di vita stanno prendendo tutto il bello di questa esperienza nonostante le difficolta’. Sono dei piccoli guerrieri e leggendo questo tuo post me li immagino da adulti, cittadini del mondo e pronti a volare via! Mi piace leggere la tua visione di mamma matura, di donna giramondo, attenta che stai per diventare la mia guru preferita! Un abbraccio virtuale. Fabiana

  2. Mammamsterdam ha detto:

    Piango. Ma come, fuma e beve? Questi giovani di oggi, signora miaaaaaah

    1. claudialandini ha detto:

      Grazie Fabiana, sarei super onorata di essere la tua guru :-)))) Barbarabella…lasciamo perdere vah!

  3. Tatiana ha detto:

    cavolo se un futuro psicologo riconosce e teorizza il mio “E.L:” potrei diventare famosa!! Mattia: ok che voglio le Royalties se ci scrivi un libro.

    1. claudialandini ha detto:

      Ahahahahah Tat!!!! Of course, le royalties :-))))))

  4. Eleonora Gambon ha detto:

    Oooooohhhhh se mio figlio mi scrive anche solo la metà di una lettera così sarò soddisfatta a vita!!!!!!

  5. Giovanna (Gio) ha detto:

    complimenti per il bel rapporto che hai saputo creare con tuo figlio! ti ammiro molto, in tutto quello che fai e per come lo fai! G.

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