Goodbye, Guillermo

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I wish I never had to write this post. This morning while I was stuck in traffic, I fumbled through my stock of cds, and found Pobre Marinero, my favourite by Guillermo Anderson. I put it on, and remembered that last time I heard of him, Guillermo was fighting against a nasty cancer. I told myself I would check when I got back home, and let myself be carried away by his music.

I easily cry when I listen to music, but with Guillermo I am always moved, because the themes of his songs go directly to my heart: the love for his country, how beautiful our world is, a fondness for his culture, and warmth, humanity and joy of life. So while listening to Costa y Calor, the most beautiful hymn to Honduras I ever heard, I cried because I went back in time, when my children were young and when we were discovering Latin America, and we still had many years together ahead of us. But I also cried because when we lived in Tegucigalpa, it was still possible to move around with little worries, and I could drive home on my own at night. I know things have changed so drastically now, and the Tegucigalpa I knew no longer exists. And I cried because Guillermo, one of the sweetest, warmest, greatest artists Honduras has produced, was healthy and happy when I lived there. Last time I saw him was at a concert in Tegus. He was very happy because on that day her daughter was born, and played with a love and engagement I have rarely seen in other artists.

Guillermo died on 6th August. He was 54 years old and had so much more to give to the world. RIP Guillermo, I want to remember you like this, singing for your beloved country.

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Non avrei mai voluto scrivere questo post. Questa mattina mentre ero bloccata nel traffico, ho frugato tra i miei cd e ho trovato Pobre Marinero, il mio preferito di Guillermo Anderson. L’ho messo su, e mi sono ricordata che l’ultima volta che avevo saputo di lui, Guillermo stava lottando contro un cancro molto aggressivo. Mi sono ripromessa di controllare, una volta tornata a casa, e mi sono lasciata trasportare dalla sua musica.

Io piango facilmente quando ascolto musica, ma con Guillermo la lacrima è assicurata, perchè i temi delle sue canzoni mi vanno dritti al centro del cuore: l’amore per il suo paese, com’è bello il nostro mondo, la passione per la sua cultura, e calore, umanità, gioia di vivere. Quindi mentre ascoltavo Costa y Calor, il più bell’inno che sia mai stato scritto per l’Honduras, ho pianto perchè tornavo indietro nel tempo, a quando i miei figli erano piccoli e insieme scoprivamo l’America Latina, e avevamo ancora tantissimi anni davanti insieme. Ma ho pianto anche perchè quando vivevamo a Tegucigalpa, era ancora possible muoversi senza preoccupazioni, e io potevo tornare a casa di notte da sola. So che tutto è cambiato drasticamente adesso, e la Tegucigalpa che conoscevamo non esiste più. E piangevo anche perchè Guillermo, uno degli artisti più dolci, caldi e umani che l’Honduras abbia prodotto, era in forma e felice, quando io vivevo là. L’ultima volta che l’ho visto è stato a un suo concerto a Tegus. Era contentissimo perchè quel giorno gli era nata una figlia, e ha suonato con un amore e un trasporto che ho visto raramente in altri artisti.

Guillermo è morto il 6 agosto. Aveva 54 anni e ancora tantissimo da dare al mondo. Riposa in pace, Guillermo. Voglio ricordarti così, mentre cantavi per il tuo amato paese.

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