In ricordo di Mitch e delle grandi lezioni che cani e gatti mi hanno insegnato

Sei anni fa oggi moriva il mio cagnone Mitch.

uk-flagMitch è stato il cane della nostra storia famigliare, è cresciuto con i miei figli e ci ha accompagnato dall’Honduras al Perù, poi in Italia e infine a Gerusalemme. Ho scritto tanto su di lui, sulla sua vita e sulla sua morte. Oggi voglio ricordarlo riflettendo insieme a voi su cosa ci lega agli animali e sul perchè i rapporti con cani e gatti mi affascinano così tanto.

mitchHo sempre avuto animali, fin da piccola. Cani, gatti, pesci, rane, conigli, persino un’anguilla per una notte! Ma mentre con quest’ultima la relazione era un po’ difficile, con cani e gatti (e soprattutto con alcuni in particolare) ho sempre avuto un rapporto bellissimo. Bellissimo nel senso che queste bestiole sono sempre davvero diventate parte della mia vita in modo totale, e non mi sono mai stancata, per tutto il tempo in cui le ho avute intorno, di dar loro attenzione, ma soprattutto di prendere da loro calore, allegria e tenerezza.

Sono una trainer interculturale, e una delle cose che insegno e tento di praticare nella mia vita, è di non costringere la comunicazione in canali rigidi, ma di entrare in contatto con persone e cose in maniera più profonda, che sta sotto alla superficie. Per il tipo di vita che ho fatto, inoltre, so bene che spesso è necessario che la comunicazione passi per canali non ortodossi, ma faccia ricorso ad altri mezzi, che non siano la parola o il gesto comune. So che per capire cosa davvero sta dietro o sotto alle cose, è necessario uno sforzo di intuizione, fantasia, e grande apertura.

Questo è il motivo per cui relazionarmi a cani e gatti mi appassiona. Con loro la comunicazione è istintiva e non può (ovviamente) basarsi su concetti espressi a parole o condivisi con altri codici culturali comuni. Con cani e gatti – ognuno a loro modo e nel rispetto del loro mondo – bisogna ricorrere alla conoscenza reciproca, all’intuizione, alla creatività e al desiderio. E questi sono tutti elementi che entrano in gioco quando vogliamo avvicinarci a culture diverse con rispetto e passione.

C’è però anche un altro fondamentale elemento che guida la mia passione per cani e gatti. E’ il fatto che questi animaletti si affidano a noi in maniera totale e non hanno alcun tipo di difese nei nostri confronti. Certo, lo fanno per fame, siamo tutti d’accordo. Un gatto che trova in una casa una scodella di croccantini tutti i giorni, calcolerà che gli conviene restare in quel posto se vuole avere sempre la pancia piena. Anche il cane, nel suo modo diverso dal felino, sa che dipende da te per mangiare.

Però il rapporto che da questo bisogno scaturisce e si sviluppa va molto oltre il semplice binomio fame=convenienza. Questi animali diventano dei veri compagni di viaggio, ci conoscono e si fanno conoscere, ci amano e ce lo dimostrano, a volte ci salvano e in tanti sensi (penso alla pet therapy, che sta aumentando in tutto il mondo, e ai cani che hanno salvato tante vite nei terremoti). Si affidano a noi. La loro vulnerabilità è completa. E ci insegna una lezione. Ci fa capire cosa vuol dire avere il totale controllo e potere su un altro. Ci fa imparare ad esercitare il rispetto per i più deboli, meglio ancora, a dimenticarci che in una relazione esiste un debole e un forte. E se tutti ci dimenticassimo di questo, e ci relazionassimo a quello che ci circonda in maniera paritaria ed egualitaria, non sarebbe migliore il mondo?

 

 

 

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