Una gita a Bogor

Un paio di giorni fa ho fatto una gita a Bogor con un gruppo di amiche.

Il fatto che sia stato così memorabile la dice lunga su di me e sul mio rapporto con Jakarta.

uk-flagUn paio di giorni fa, io e un gruppo di amiche abbiamo fatto una gita a Bogor, in treno. Bogor è una città a sud di Jakarta, nota agli stranieri per il suo bel giardino botanico. E’ infatti lì che ci siamo dirette. Ma non voglio raccontarvi delle orchidee (splendide) e dei fiori di loto incontrati nella gita, bensì di cosa questa gita ha rappresentato per me.

Innanzitutto, ero eccitata come una bambina. La sera prima, mentre preparavo crema solare e cappellino, mi sentivo come se stessi per affrontare una novità di proporzioni gigantesche, di quelle che solo a pensarci ti riempiono di aspettativa e per le quali la vita val la pena di essere vissuta. In effetti una grande novità c’era: andavamo in treno!!! Lo ammetto, in tre anni d’Indonesia non ho preso il treno neanche una volta, ed ero quindi davvero curiosa di provare quest’inedito mezzo di trasporto in terra indonesiana. E poi il treno io lo adoro.

 

Quest’eccitazione che mi ha pervasa per tutta la settimana prima della gita mi ha fatto capire quante poche occasioni ho avuto (o mi sono creata) finora per esplorare il paese che mi accoglie. Il perchè lo so e non lo starò a ripetere. Ma è stato come se improvvisamente mi rendessi conto del prezzo che ho pagato nel vivere in una città dura, intimidente, e dove organizzare delle uscite al di fuori dello solito schema casa-taxi (o macchina con autista)-casa, può succedere solo se si uniscono le forze e la fantasia. Non che ci sia nulla di male ad  unire le forze, anzi. Il gruppo è stato felicissimo della scampagnata, e siamo ritornate sì stravolte dal caldo e dalla camminata, ma pervase da una rigenerante allegria.

L’altra cosa che quest’eccitazione mi ha detto (se ancora ce ne fosse bisogno) è che per me è e resta vitale mischiarmi a culture sconosciute, scoprirle poco a poco, nelle cose semplici e dentro alla gente. No, credetemi, fatico a descrivervi come mi pregustavo il fatto di prendere il treno! E nemmeno riesco a spiegare a parole la felicità quando mi sono resa conto che avrei viaggiato su un VAGONE PER SOLE DONNE!!! Questa è una cosa che da sempre m’intriga e che da sempre volevo provare. E scoprire che tutti i treni hanno i due vagoni di coda riservati al popolo femminile è stato il modo migliore per cominciare la giornata.

Giornata che è andata benissimo perchè non ho smesso di pensare neanche per un attimo a quanto sono fortunata per il privilegio di poter vivere all’estero. Sono cose a cui in fondo anche noi espatriati ci abituiamo. Diventa quasi naturale vivere in contesti stranieri e assorbire cose nuove al quotidiano. Ma è importante non scordarlo mai, che vivere in mezzo a culture diverse è una fortuna enorme, un arricchimento continuo. E’ bello, ogni tanto, prendersi una giornata per concentrarsi su questo e gustarsi ogni singolo minuto, ogni sorriso scambiato con le persone, ogni immagine di modi di vita diversi, ogni atmosfera nuova che ci pervade. Ci avvicina al luogo che ci ospita, e ci fa sentire più vive.

 

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