Arrivare a Londra e sentirsi rinascere

Il titolo l’ho preso da una conversazione con un’amica, che vive a Londra.

Ma è esattamente quello che mi sta succedendo da quando sono atterrata nella perfida Albione.

uk-flagDopo una rapida puntata in Italia, sono arrivata a Londra per starci un mese. Lo scopo ufficiale del mio soggiorno è di aiutare mio figlio Mattia a cercare un posto dove installarsi qui. La realtà è che come sapete amo moltissimo Londra, e se posso non mi lascio certo sfuggire le occasioni per starci un po’.

Sono arrivata qui dopo cinque mesi filati a Giacarta, e mi sono bastati tre giorni per capire che non solo questa città non smette di affascinarmi, ma anche che il prezzo che sto pagando vivendo in un posto che non sento mio, è forse ancora più alto di quanto io ammetta a me stessa.

Il terzo giorno a Londra ho accompagnato Mattia a vedere una stanza, e poi ci siamo separati perchè ognuno aveva le sue cose da fare. Ho preso un bus e sono scesa alla Tate Modern, con un’anziana signora che andava nella mia stessa direzione. Abbiamo camminato insieme – lei era la classica inglese con il cappellino di lana rosso e mi ha persino fatto un paio di commenti sul tempo (ero al settimo cielo 😀 ). Ci siamo raccontate un po’ di cose a vicenda, e allegramente salutate sulla porta della Tate.

Un’installazione alla mostra di Ilya e Emilia Kabakov

Ho guardato una mostra bellissima di Ilya e Emilia Kabakov, e mentre giravo da una stanza all’altra immergendomi nelle installazioni, nella loro storia e osservando le loro opere, sentivo una crescente felicità salirmi dentro. Da quanto tempo non passeggiavo da sola in una città, chiacchierando occasionalmente con una persona incontrata alla fermata del bus, e poi andando  a godermi ogni minuto di una mostra che mi nutriva la mente e il cuore?

E non è finita, naturalmente, perchè uscita dalla Tate sono andata da un’amica che vive in un posto meraviglioso sul Tamigi. L’aria era tersa e fresca, e la cupola di Saint Paul’s Cathedral illuminata e le luci riflesse nel fiume creavano un’atmosfera da sogno. Da casa sua abbiamo camminato fino a un pub, in una zona bellissima, uno stimolo nuovo a ogni angolo. E alla fine della nostra serata, ho preso la metropolitana e sono tornata a casa, da sola, piena di fiducia e in totale relax.

Queste sono cose che naturalmente potrei fare in altre città del mondo, ma a Londra hanno un gusto speciale. A Londra è speciale camminare per le strade, fare lunghe passeggiate e guardarsi intorno con gioia perchè quello che si vede riempie gli occhi di contrasti colorati e la mente di stimoli, e spostarsi da un luogo all’altro in maniera relativamente rapida e magari divertendosi anche osservando la gente sulla tua carrozza o leggendo i cartelloni che danno un sacco di interessanti informazioni su spettacoli, libri e film.

A Giacarta mi sono disabituata a queste cose. Non esco mai a piedi, non prendo mai i mezzi, non trovo cose che mi stimolano intellettualmente, e non mi rapporto alle persone intorno a me. Non è certo la prima volta che vivo in un luogo che culturalmente ha un’offerta scarsa, ma prima mi pesava meno.

Arrivare a Londra e guardare quali film, mostre e spettacoli teatrali sono a disposizione, mi fa sentire come una bambina davanti all’albero di Natale circondato da pacchi regalo. Sento un’energia interna che si propaga dappertutto e che mi stimola a stipare in queste poche settimane tutto il possibile per nutrirmi come se dovessi fare scorta in vista di una carestia imminente.

E poi a Londra ho tantissime amicizie. Veramente un sacco di gente adorable e adorata con la quale posso organizzare cose belle, divertenti e stimolanti. Mai come in questi giorni, mentre guardo l’agenda riempirsi e realizzo che forse non riuscirò a vedere tutti, mi sono resa conto che col passare del tempo ho accumulato in questa bella città un numero di amicizie altissimo – Londra è forse diventata la città dove si concentrano più amiche in tutto il mondo, non è meraviglioso?

Anche questo, dopo un periodo di aridità sociale a Jakarta, è humus per il mio cuore. Mi piace viaggiare sui bus rossi, c’è un divertimento infantile nel salire al secondo piano e sedersi con soddisfazione al primo posto. Starei ore a guardare la città, così estesa, così eterogenea. Mi sembra che a Londra non manchi nulla, nè di buono nè di cattivo. Questa sensazione di pienezza non l’ho mai provata in altri posti al mondo.

E mentre esco dal cinema dopo aver guardato un film meraviglioso, Una donna fantastica, e aver ascoltato il regista che spiegava il perchè e il per come, e guardo la mia amica che stacca la sua bicicletta dal palo per avviarsi verso casa, mi chiedo: “ma perchè io non posso vivere nel posto che mi è più congeniale al mondo?“.  Se trovo una risposta che mi tappa la bocca per sempre, ve lo faccio sapere.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Eleonora Gambon ha detto:

    Sai cosa penso spesso? Non si deve niente nella vita…solo morire… Ma forse mi sa che non ti ho aiutato molto a rispondere alla tua domanda…

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