Il concetto di privacy nelle culture

Che il concetto di privacy cambi da cultura a cultura è assodato.

E’ interessante capire come la sua diversa applicazione influisce sui rapporti tra persone di culture diverse.

uk-flagQui a Jakarta dove vivo ancora per poco, la mia pembantu (collaboratrice domestica) Ani condivide la mia routine e sa che esco spinta da tre motivi: vado in giro con le amiche, vado a dare una formazione oppure vado dal mio adorato Roberto. Riesce sempre a capire verso quale delle tre soluzioni mi dirigo, a volte glielo dico io stessa, anche per motivi organizzativi della giornata.

Qualche giorno fa, però, ho fatto qualcosa che è sfuggito a questo schema: sono uscita al mattino, a piedi, dicendole che sarei tornata subito. Non le ho chiesto se c’era bisogno di comprare qualcosa, come faccio di solito se so che passerò davanti al supermercato, e non le ho detto dove andavo. Andavo a un’agenzia viaggi vicino a casa, quindi a piedi, e sapevo che sarei tornata di lì a poco. L’agenzia però non mi ha risolto il problema, e in pomeriggio son dovuta andare in un’altra, che mi era stata indicata come quella che si sarebbe presa cura di me. Quindi ho chiamato un taxi, e quando questo è arrivato Ani non ce l’ha fatta più 🙂 ed è esplosa: MA DOVE VAI? mi  ha chiesto.

Mi ha fatto sorridere. Se non conoscessi la cultura indonesiana e non fossi abituata a flettermi di fronte a quelle che per la mia cultura sono delle beate stranezze, mi sarei irritata. In fondo cosa importa  a lei di dove vado io? Sono o non sono affari miei? Il punto è, però, che qui gli “affari propri” sono diversi dagli “affari propri” della mia cultura italo-occidentale, che mette dei paletti ben precisi su quali cose si possono chiedere, e quali no.

Ad esempio, il detto “non si chiede l’età a una signora” in Indonesia non esiste proprio. Un giorno scherzavo con un taxista, e gli ho detto che parlo male Bahasa perchè sono troppo vecchia per imparare una sesta lingua. Lui ha buttato indietro la testa ridendo come un matto e mi ha chiesto quanti anni ho! Ovviamente gliel’ho detto.

Questo inquisire allegramente tra indonesiani si riflette anche nel tipo di condivisioni che scelgono di avere. Quando ci si racconta dei propri problemi di salute, ad esempio per avvisare che non si può andare in ufficio o a una festa, i particolari si sprecano. Frasi come “non posso venire perchè le mie mestruazioni questo mese sono abbondantissime” o “arrivo tardi in ufficio, ho un terribile attacco di diarrea” sono all’ordine del giorno.

Data l’intimità profusa, si potrebbe pensare che anche fisicamente gli indonesiani mantengano un certo contatto, ma non è così. In generale invadere lo spazio delle persone avvicinandosi troppo o toccandole, è considerato molto inappropriato. Non era così invece in Palestina. Ho gloriosi ricordi di quando ritiravo i soldi al bancomat in strada, e sentivo il fiato sul collo della persona in coda dietro di me. La mia mente occidentale subito pensava che il suo intento fosse quello di leggere il mio pin, ma non era così, primo perchè i palestinesi sono tra le persone più oneste e rette che io abbia mai incontrato, secondo perchè lo sguardo non andava necessariamente alla tastiera (l’ho comprovato le tante volte in cui mi trovavo terza in coda). Semplicemente, è così.

Qualche tempo fa sono capitata su un articolo interessantissimo che tracciava la storia della privacy attraverso i secoli e le culture. E’ davvero intrigante vedere come il concetto di privacy sia qualcosa di relativamente nuovo, e che è nato e si è sviluppato nel mondo occidentale. Come tanti altri aspetti, penso che sia molto importante fermarsi a considerare che quando si cambia cultura ci si trova a gestire un diverso concetto di privacy. Io non ho avuto nessun problema a precipitarmi ad abbracciare la mia Ani la prima volta che sono partita per l’Italia quando mi ero da poco installata qui, e lo sguardo scioccato che ho incontrato mi ha fatto capire che forse avevo invaso un terreno che vale la pena di tastare prima.

Ora che sto per lasciare Jakarta, mi rendo conto di quanto mi mancherà misurarmi quotidianamente con una cultura così diversa…mi consolerò cercando di capire quali sono i limiti invalicabili della privacy di leprotti e cinghiali 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...