Un addio che non avrei mai voluto dare

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Mi queridísimo amigo Julio nos ha dejado hace un par de semanas. Quiero recordarlo públicamente porque ha sido un grandísimo ser humano y un amigo de aquellos que dejan una marca profunda.

Julio, cuando recibí la noticia de que estabas en grave estado de salud, no podía creerlo. Cuando supe que nos dejaste, aún menos. Han pasado tres largas semanas desde que te fuiste, y todavía no logro aceptarlo. Pero sabemos que la vida, o más bien, la muerte, golpea al azar y nadie está exento de este cruel carrusel. Solo podemos amarnos lo más profundamente posible y tocar los corazones del más gran numero de personas que encontramos en nuestro camino mientras se nos da el privilegio de existir en este planeta un día más. Y ciertamente, eso, tu los has hecho.

Te conocí, junto con Pamela, en el liceo francés en Lima, donde mi familia y yo tuvimos algunos problemas de adaptación. Problemas que tú, en tu inmensa humanidad y en tu rigor intelectual, entendías perfectamente, y para los cuales siempre nos has hecho sentir, de manera discreta, como eras tu, que nos comprendías y que estabas a nuestro lado. Adaptarnos y conocer al Perú contigo en nuestras vidas ha sido fundamental.

Durante años nos hemos reunido en actividades relacionadas con la escuela, y no solo. Verte llegar a la salida de la escuela con tu mirada viva y atenta ha marcado mi estancia en Lima, y ​​hay muchos, muchos momentos contigo que recuerdo ahora con mucho dolor, pero también con gran alegría, y que contribuyeron a hacerme amar a Perú aún más.

Has sido un hombre atento y apasionado. Una persona con una inteligencia viva y activa, una persona extremadamente culta y preparada, pero de una simplicidad y una capacidad humana que hacia que la relación contigo fuese inmediatamente accesible. Relación hecha de risas, de conversaciones inteligentes, de descubrimientos, de alegría cuando nos encontrábamos. Después de que nos fuéramos del Perú, tu y su familia han venido regularmente a visitarnos en Toscana. Todavía recuerdo cuando te volví a abrazar en Piazza dei Priori, en Volterra. Había una multitud de amigos esperándome, habíamos acordado reunirnos allí, pero entre las mil caras que yo no veía desde mucho tiempo, tu y Pamela eran los primeros que yo quería abrazar.

Me diste un gusto por la jerga limeña, me hiciste descubrir un universo increíblemente rico y variado, me instilaste la gana de comprender la cultura detrás de sus palabras.

Amabas a Italia como yo amaba a tu Perú, y cuando hoy pienso en los momentos pasados ​​en esta casa, de la que te escribo, se me calienta el corazón y para contrarrestar esta inmensa tristeza que siento al pensar que te fuiste me digo: mil y mil veces mejor verte partir sabiendo que te conocí y disfruté de ti en mi vida, que vivir sin cruzarte. Te quedaras en mi corazón por siempre.

*****

Julio, quando mi è arrivata la notizia che eri in gravi condizioni di salute, non ci potevo davvero credere. Quando ho saputo che non ce l’hai fatta, ancora meno. Sono passate due lunghissime settimane dal giorno in cui ci hai lasciato, e non riesco ancora a farmene una ragione. Ma si sa che la vita, o meglio, la morte, colpisce a caso e nessuno è esente da questo crudele carosello. Possiamo solo amarci il più possibile e toccare il cuore di quante più persone attraversano il nostro cammino mentre ci è dato il privilegio di esistere su questo pianeta un giorno in più. E tu questo l’hai sicuramente fatto.

Ti ho conosciuto, insieme a Pamela, al liceo francese di Lima, dove abbiamo avuto qualche problema di ambientamento. Problema che tu, nella tua immensa umanità e nel tuo rigore intellettuale, avevi capito perfettamente, e per il quale ci hai sempre fatto sentire, in quel modo discreto tutto tuo, che ci capivi ed eri al nostro fianco. Adattarci, e conoscere il Perù con te nelle nostre vite è stato fondamentale.

Per anni ci siamo incontrati spessissimo in attività legate alla scuola, e non solo. Vederti arrivare all’uscita del liceo con quello sguardo vivo e attento ha marcato il mio soggiorno a Lima, e ci sono tanti, tantissimi momenti che ricordo oggi con molto dolore ma anche con grandissima gioia, che hanno contribuito a farmi amare il Perù ancora di più.

Sei stato un uomo attento e appassionato. Una persona con un’intelligenza vivace e attiva, persona estremamente colta e preparata, ma di una semplicità e una capacità umana che rendevano immediatamente accessibile il rapporto con te. Rapporto fatto di risate, di chiacchierate intelligenti, di scoperte, di allegria quando ci si ritrovava. Dopo che abbiamo lasciato il Perù tu e la tua famiglia venivate regolarmente a trovarci in Toscana. Ricordo ancora quando ti ho riabbracciato in Piazza dei Priori, a Volterra. C’era una folla di amici ad aspettarmi, avevamo dato appuntamento lì, ma tra i mille volti che non vedevo da tempo io volevo abbracciare te e Pamela per primi.

Mi hai dato gusto per la jerga limeña, mi hai fatto scoprire un universo incredibilmente ricco e variegato, mi hai instillato la passione per scoprire la cultura dietro alle parole.

Amavi l’Italia come io amavo il tuo Perù, e quando oggi penso ai momenti trascorsi in questa casa, da cui ti sto scrivendo, mi si scalda il cuore e mi dico, per contrastare questo immenso dolore che sento al pensare che te ne sei andato: mille e mille volte meglio vederti partire sapendo di averti incontrato e goduto di te sul mio cammino, che aver vissuto la mia vita senza incrociarti. Resterai sempre nel mio cuore.

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